Curcuma, la spezia regina – Ahar e Austam

Curcuma

Nome latino: Curcuma Longa, Fam. Zingiberaceae

Nome sanscrito: Haridra

Rasa (gusto): Pungente (Katu), amaro (Tikta)

Virya (energia): Caldo (Ushna)

Vipaka (gusto post digestivo): Pungente (Katu)

Guna (proprietà): Secco (Ruksha), caldo (Ushna)

Karma Dosha (azione sui Dosha): allevia Kapa e Vata, non indicato per Pita

Le origini

Pianta molto abbondante e poco costosa, i cui caratteristici monticelli gialli danno colore ai mercati di spezie di suk e bazar in tutto il mondo. La curcuma longa, dal rizoma arancio brillante che grattugiato offre la polvere d’oro, è una radice della famiglia dello zenzero coltivata in India (primo produttore al mondo), Cina, Indonesia, Costa Rica e alle Hawai.

Già quattomila anni fa gli indiani facevano ampio uso della curcuma, considerata una spezia fondamentale, legata ai rituali religiosi indù per il suo potere colorante giallo, correlato al sole. Certe stoffe tinte artigianalmente (vesti dei monaci buddisti), i cosmetici usati per le nozze e le festività (capelli delle spose), il curry, sono solo alcuni esempi dell’utilizzo del suo forte potere colorante.
Già nell’antica tradizione orientale questa radice tropicale era considerata importantissima anche per le sue virtù terapeutiche utili a curare tutti gli organi del corpo.

Proprietà terapeutiche

In medicina Ayurvedica viene usata per innumerevoli affezioni: per la cura di problemi epatici, come rimedio per la digestione, contro la febbre, la dissenteria, i disturbi mestruali, il mal di denti, le emorragie, per curare le infezioni , per purificare il sangue e come antisettico e quindi anche un anticoagulante; migliora la circolazione sanguigna, per le affezioni della pelle, per la tosse e il raffreddore, per il diabete e l’obesità, ma il suo potere più grande sta nell’essere un potente antiinfiammatorio naturale.  La curcuma interviene così sull’infiammazione per evitarne la formazione o per risolverla la dove sia già in atto il processo infiammatorio.

Componenti

Per prima la curcumina, un olio volatile, da cui il nome e cui si deve il caldo colore giallo. Il sapore pungente tipico viene invece dal turmerone un altro composto appartenente allo stesso gruppo (curcumine), insieme ad altre sostanze coloranti zingiberone e atlantone.  Questi composti sembrano essere la componente farmacologicamente più attiva della pianta. Altre sostanze chimiche presenti sono flavonoidi, proteine, vitamine e minerali.

La curcumina è uno straordinario antiossidante naturale, appartenente alla famiglia dei polifenoli; questa sostanza contrasta la degenerazione delle cellule, annullando l’azione dannosa del radicale idrossile, una delle molecole più pericolose per la sua capacità di ossidare le cellule e accelerare il processo di invecchiamento dei tessuti.  Il suo potere antiossidante è anche più potente di quello della vitamina E.

La curcumina e la vitamina C, componenti entrambi di questa straordinaria spezia, hanno un potere rasajanico , contrastando l’invecchiamento di pelle e muscoli.

I composti presenti nella curcuma, agiscono persino così profondamente al punto di arrivare a proteggere il DNA dal rischio di mutazioni pericolose che potrebbero dare origine a cellule ” impazzite ” precancerose. Favorisce l’apoptosi , ovvero ” morte cellulare programmata ” ovvero ” suicidio ” delle cellule precancerose.

Numerosissimi studi scientifici dimostrano che la curcumina della curcuma protegge contro molte malattie croniche.Tali prestazioni convalidate sono specificamente contro il diabete, l’obesità, cancro e disturbi del sistema nervoso.Inoltre, la curcumina è nota per proteggere da molte malattie croniche che colpiscono gli occhi, polmoni, fegato, reni, apparato digerente e del sistema cardiovascolare.

Secondo il Dott. Prof. Bharat B. Aggarwal noto scienziato e ricercatore statunitense (presso la University of Texas MD Anderson Cancer Center, Houston, Texas) nel campo dell’immunologia e della ricerca sul cancro, la curcumina è un forte agente anti-infiammatorio e ha effetti promettenti per prevenire e curare molte malattie croniche tra le quali il cancro. Essa possiede oltre duecento diverse molecole che sono legate alla possibilità di contrastare molte malattie croniche.

Secondo un recente studio condotto dal Dott. Prof. P.H. Kulkarni, (Farmacology Division, Istituto Universitario di Scienze Farmaceutiche, Panjab University, Chandigarh, India), la curcuma può influenzare direttamente gli stati emotivi e mentali coinvolgimento i meccanismi della serotonina e del sistema della dopamina. La co-somministrazione di curcumina con piperina (sostanza che migliora l’azione della curcumina) può rivelarsi un approccio utile e potente antidepressivo naturale.

In un altro recente studio del Dott. Prof. P.H. Kulkarni, ci vengono forniti risultati che confermano un’azione benefica sullo stress ossidativo nella nefropatia diabetica e puntano verso il possibile meccanismo anti-ossidante responsabile dell’azione nefroprotettivo della curcumina.

La curcuma non è solo quindi una spezia culinaria popolare, ma anche un ingrediente in diversi sistemi di medicina non solo quello ayurvedico, ma anche presente nella farmacologia cinese da migliaia di anni;

Dosaggi

Un aspetto fondamentale della curcumina è la sua sicurezza a dosaggi più elevati rispetto ad altri composti naturali. La curcumina ha riportato una tossicità minima a dosi fino a 10-12 grammi al giorno. Non tutti i composti naturali sono ugualmente sicuri a dosi così elevate. Tuttavia, la dose massima sicurezza di curcumina è ancora da identificare. Si stima che una persona mediamente può consumare anche cento- duecento mg di curcumina al giorno. Tuttavia, uno studio dal gruppo del Dr. Mack Ruffin ha riferito che a dosi fino a 10 – 12 grammi al giorno hanno mostrato una tossicità minima.

E’ bene comunque bene non eccedere nell’uso prolungato. Un’ autocura giornaliera con questa sostanza non può pertanto essere protratta al di sopra dei due mesi e risulta sempre necessario consultare un medico allopatico o ayurvedico per un’adeguata cura.

In commercio:

In polvere: spesso la polvere non mantiene un potere curativo molto accentuato, poiché non è facile stabilire sia la provenienza che il tempo di stoccaggio del prodotto; tenendo presente che dopo 3-5 mesi il rizoma ridotto in polvere perde gran parte delle sue proprietà, è la forma da non preferire per il suo consumo;

In compresse: se si tratta di prodotti ben eseguiti sono solamente di facile assunzione;

In tintura madre: la tintura madre di curcuma è una preparazione idroalcolica ottenuta per macerazione a freddo in solvente idroalcolico, ottenuta in questo caso dalla radice essiccata; a differenza degli estratti che sono ottenuti per evaporazione che porta ad un aumento della concentrazione del principio attivo nel preparato, nelle tinture vi è unicamente una diluizione dell’estratto nel solvente corrispondente e quindi meno concentrazione dei principi.

Fresco: è da preferire a tutte le altre forme di assunzione in preparazione alimentare, qui di seguito spiegherò il motivo.

Biodisponibilità della curcumina

Per biodisponibilità s’intende la velocità e l’efficacia con cui un principio attivo entra nel flusso sistemico accedendo così al sito d’azione, ossia quanto di una sostanza ingerita viene metabolizzata al nostro organismo. Ne consegue che sostanze con scarsa biodisponibilità non sono efficaci a scopo terapeutico. Numerosi studi confermano la scarsa biodisponibilità della curcumina somministrata per via orale attestando che la maggior parte della curcumina viene metabolizzata prima che arrivi al flusso sanguigno. Aumentare le dosi non serve allo scopo.

Alcuni principi di preparazione dei cibi e di somministrazione delle sostanze nella medicina ayurvedica sono di fondamentale importanza per superare questa questione.

Anche la medicina allopatica si riferisce a questi sostanziali principi: la dott. ssa Saraswati Sukkumar, medico oncologo alla Johns Hopkins ci suggerisce alcuni modi per aumentare la biodisponibilità della curcumina (http://www.palmbeachpost.com/news/lifestyles/the-superman-of-spices/nTzGf/). La dottoressa giustamente afferma che le compresse di curcuma non sono solubili in acqua e che quindi il modo migliore per assumerla è utilizzarla nelle preparazioni alimentari. Scaldare nell’olio o in grasso sano la spezia la rende immediatamente biodisponibile, poiché la curcumina è liposolubile.

Per l’ayurveda infatti:

  • Aggiungere del pepe nero alla curcuma funge da “veicolo”, ossia il gusto pungente (Katu) del pepe nero ha azione penetrante e digestiva e coadiuva l’azione della curcuma;
  • Utilizzare un ottimo grasso, preferibilmente del ghee grta (burro chiarificato medicato) in combinazione con la curcuma funge anch’esso da veicolo cellulare
  • Il calore: riscaldare la curcuma attiva i suoi principi, meglio quindi come sopra indicato se riscaldato sul fuoco con ghee grta.

 Controindicazioni

Come abbiamo già detto, la curcumina è un anticoagulante, quindi le persone che si sottopongono a un intervento chirurgico dovrebbe evitare questa sostanza per qualche tempo.Inoltre, la curcumina è dimostrato di legarsi alle molecole di ferro.Anche se non è chiaramente dimostrato, è quindi importante fare attenzione e consultare il proprio medico al riguardo in caso di carenza di ferro.E, naturalmente, anche  i pazienti sottoposti a chemioterapia dovrebbero consultare il proprio medico/nutrizionista.

L’americana FDA (Food and Drug Administration) classifica la Curcuma come sostanza GRAS (General Recognition And Safety), ovvero “Generalmente Riconosciuta Sicura”.
Donne in gravidanza, persone con disturbi emorragici, o calcoli biliari, dovrebbero consultarsi col prorpio medico curante, prima di assumere integratori alimentari in quantità superiori a quelle normalmente contenute nei cibi.

Impieghi e rimedi

Per infiammazioni oculari: instillare negli occhi due gocce di decotto più volte al giorno.

Per distorsioni: applicare una pasta densa con olio di ricino direttamente sulle articolazioni.

In caso di perdite vaginali: irrigazioni interne con decotto più volte al giorno.

Per l’obesità: assumere al mattino una punta di polvere in acqua calda.

Contro tosse, raffreddore, stati influenzali: assumere una punta di polvere in latte caldo mattino a stomaco vuoto e

Per le ferite: viene usata su tagli e ferite, sbucciature, ben lavate, come antibatterico (usare polvere di curcuma da acquistare in erboristeria). In forma di impiastro in Cina la impiegano per trattare le ulcerazioni (sentire sempre il medico) .

Maschera purificante

In India ogni donna usa la curcuma anche per rendere e mantenere la propria pelle giovane, bella, sana, senza rughe e imperfezioni. Una delle ricette più usate per fare una maschera è: 2 cucchiai di farina di ceci, 1/2 cucchiaino di polvere di curcuma , olio di sesamo. Mescolare questi tre ingredienti fino a farne una pasta omogenea e spargere su viso e collo con un pennellino. Fare riposare per 15-20 minuti, poi togliere con una spugnetta e acqua di rose. Passate poi sul viso un batuffolo di cotone imbevuto con dello yogurt naturale per togliere i residui della curcuma. Fate questa maschera 1 volta a settimana e vedrete che trasformazione la vostra pelle!

 

Curiosità

Le società farmaceutiche multinazionali sono molto interessate a possedere dei brevetti per la Curcumina a causa delle numerose prove scientifiche a favore delle sue proprietà curative e la lunga storia delle sue proprietà curative. Tuttavia, proprio l’evidenza e la storia della Curcuma e della Curcumina usata come medicamento per secoli in diverse culture è la ragione per cui la United States Patent and Trademark Office ha respinto e revocato i diritti di brevetto  per la Curcuma sulla base del fatto che le richieste non sono nuove: il 21 aprile 1998 “USPTO inequivocabilmente respinge tutte e sei le richieste effettuate il 29 dicembre 1993 e sentenzia che le proprietà medicinali della Curcuma proprietà non sono brevettabili”.Come spiega il Dr Bharat B. Aggarwal dell’Anderson Cancer Center a Houston: “nel caso della Curcumina, un composto naturale, nessuna azienda può trarre vantaggio dalla Curcuma, qualora si mostrasse essere un efficace farmaco anti-cancro”.

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