I cinque elementi vitali

Nella medicina Ayurvedica è sostanziale comprendere l’assioma secondo cui l’intera struttura dell’universo è costituita dalla combinazione di cinque elementi fondamentali, di conseguenza essendo l’essere umano un atomo dell’intero universo anch’esso è composto dai Panchamahabuta, il nome in sSanscrito con cui si chiamano i cinque elementi.
Come accade sovente fra le righe dei versi che compongono i testi aAyurvedici, si utilizzano immagini metaforiche per semplificare e rendere agevole la comprensione di principi concetti e di processi curativi, che nascondono endo però al proprio interno conoscenze e concetti molto profondi e complessi che ancora la scienza attuale non è riuscita ad indagare e spiegare, come ad esempio, dicendolo in termini moderni, l’influenza che i campi magnetici o le energie biofisiche che noi produciamo hanno sul nostro organismo.

Quindi partiamo a conoscere i I cinque elementi fondamentali che ci costituiscono tutto il creato, elencandoli dall’elemento più grossolano fino a giungere a quel più fine, sono::
Terra nome in sanscrito   Prithvi
Acqua                             Jala
Fuoco                            Tejas
Aria                               Vayu
Spazio                           Akashia
Ogni cellula del nostro corpo è composta dai Panchamahabuta e il suo stato di equilibrio ne determina il buon funzionamento delle attività cellulari.
Se volessimo fare un parallelismo sommario col concetto occidentale di elementi molecolari, al fine di comprendere meglio l’importanza dei Ppanchamahabuta potremmo considerare le proteine ed i lipidi che danno struttura al corpo affini alla terra (Prithvi), i sali minerali che danno funzionalità ai tessuti affini all’acqua (Jala), i glucidi necessari ad attivare i processi metabolici parenti del fuoco (Tejas), le vitamine necessarie a garantire il funzionamento e l’equilibrio del corpo e della mente assimilabili all’aria (Vayu) ed infine l’energia elettromagnetica prodotta dall’uomo (esempio nello scambio Sodio- Potassio) affine allo spazio (Akasha).
Deve essere ben chiaro che si tratta di un apparentamento fra medicine diverse molto approssimativo ma necessario affinchéè se ne intuiscano le analogie.
Partendo dall’immagineAnalizzando la struttura della cellula umana (microcosmo), potremmo ulteriormente estrapolare la presenza totale dei cinque elementi alla ricerca della sua entità più universale (macrocosmo) nella sua struttura.

cellula
Partendo dall’involucro esterno, troviamo una membrana fosfolipidica esterna che protegge la cellula costituita quindi principalmente dall’elemento terra (Prithvi), spostandoci all’interno troviamo il liquido citoplasmatico che rappresenta la fluiditàa ed il nutrimento dato dall’acqua (Jala), quindi dirigendoci verso il nucleo ci troviamo sono i mitocondri, cioè le centrali energetiche della cellulare costituite quindi dall’elemento fuoco (Tejas), il processo vitale col suo aspetto di crescita e sviluppo e morte costituisce il fluire dell’aria (Vayu) ed infine lo spazio (Akasha) rappresenta la cellula quale unità vitale che occupa necessariamente una sua dimensione. Anche tutti gli altri elementi cellulari sono riconducibili ai cinque elementi, ma ora per brevità ci fermiamo a questa breve esposizione
Il nucleo della cellula con la sua catena di informazioni non rappresenta solamente la sintesi fisiologica di come i cinque elementi si sono combinati nel nostro corpo, ma essa in realtà contiene molto di più della sola codifica molecolare dei nostri tessuti, in esso nello specifico sono custodite le “esperienze intellettuali “, ma e soprattutto emozionali delle vite passate e di conseguenza l’imprinting che le nostre esperienze passate hanno datodanno alla nostra vita attuale.
Questa visione “non quantica” della fisiologia umana presuppone una visione dell’universo non esclusivamente basata sulla sola esistenza della materia fisica (che nella visione ayurvedica corrisponderebbe a quella grossolana), ma a completare la sfera dell’esistenza contribuiscono anche il piano sottile e quello causale, come a dire corpo, mente, anima.
L’imprinting di cui prima, quindi, secondo la filosofia Samkya (da cui deriva l’ayurveda) è chiamato Karma;, esso cresce e si sviluppa nella parte più intima della nostra anima chiamata anche da Paramahansa Yogananda mente subcosciente superiore‘’’’’’’’’’’.
E’ da un impulso riminiscente delle vite passate che avviene al terzo mese di vita intrauterina che il DNA si combina per distribuire in maniera più o meno corretta i cinque elementi creando tessuti sani o meno sani.
PQuindi per la medicina aAyurvedica solo attraverso un’azione correttiva dnello stile di vita e con una linea di cura adeguata si può debellare curare la malattia, ma questo reset dei “fattori patogeni” proprio in virtù di quanto sopra affermato, deve passare obbligatoriamente anche da un profondo cambiamento, non solo delle abitudini mentali che informano le cellule nella loro memoria metabolica condizionandone il funzionamento, ma anche delle condizioni emozionali che attraverso l’azione delle energie più intime e profonde generano la vera svolta salutare della nostra condizione di vita.
Tornando ai cinque elementi risulta utile elencarne le caratteristiche principali necessarie a comprendere i percorsi di diagnosi e cura.

PRITHVI
La Terra rappresenta sul piano fisiologico l’elemento necessario per dare struttura e forza ai tessuti ed agli organi/strutture corporei chiamati Dathu. La Terra conferisce al nostro corpo il peso e la resistenza essendo la sua presenza un fattore stabilizzante e di protezione. Sul versante mentale essa rappresenta il radicamento e la stabilità, il controllo e l’equilibrio dei pensieri, queste doti inducono pacatezza emotiva ed il raggiungimento di stati evoluti di saggezza.

Le sue caratteristiche fisiche ed organolettiche la legano prevalentemente al controllo delle funzioni olfattive, in ambito alimentare i cibi con una componente terra prevalente hanno sapori dolci ed astringenti ?, pensiamo ai cereali alla carne ed ai legumi od ai che hanno tutte queste caratteristiche legumi.

JALA
L’Aacqua è l’elemento che nutre la terra e sul piano fisiologico dona elasticità e garantisce il nutrimento di tutti i tessuti;, allo stesso momento funge da contenitore poiiché n qualità di vettore che trasporta e contenuto in quanto ricca di nutrimento, difatti in stato di digiuno totale possiamo anche non mangiare cibo e sopravvivere per parecchi giorni. ma altresì non possiamo esimerci dal bere. Senza l’acqua in natura non c’è vita. L’acqua è duttile e se combinata con gli altri elementi può variare varia le sue caratteristiche. Ad esempio sommataSe associata al fuoco si trasforma in vapore caldo con proprietà terapeutiche specifiche, ma se unita all’etere può trasformarsi in ghiaccio con indicazioni di cura speculari.
Sul piano mentale essa favorisce l’0allontanamento dei cattivi pensieri, la sua presenza modula positivamente la mente. Rinfrescando i pensieri e lavando via le cattive abitudini, genera serenità e freschezza emotiva.
L’acqua scorre lungo la nostra gola e di conseguenza presiede alle funzioni del gusto, quando essa è presente nei cibi porta generalmente dolcezza anche se la combinazione coi vari elementi, considerata la sua duttilitàa, ne cambia il sapore.

TEJAS
Il Fuoco rappresenta l’elemento della trasformazione e del cambiamento, da esso dipende lo stato del metabolismo corporeo e la forza dell’apparato digestivo. Come tutti gli elementi Agni è presente in tutti i tessuti e da lui dipende la capacità rigenerativa a livello cellulare, senza il FuocoAgni e quindi un’adeguata temperatura i processi bBiochimici si bloccano. Il fuoco aiuta la mente ad illuminarsi ed ad illuminare la strada che stiamo percorrendo, esso accende la passione nel vivere le emozioni.
Tejas illumina e questa sua caratteristica fa si che da lui dipendono le funzioni dell’occhio;, se ben equilibrato permette non solo di guardare ma di vedere., cosa sostanzialmente diversa. Rileviamo la presenza di fuoco negli alimenti quando rileviamo gusti pungenti, leggermente asprio e salati cioè sapori caldi.

VAYU
Il Vento ha la caratteristica principale di muovere tutto ciò che incontra, se assente in natura i cicli biologici rallentano;, pensiamo a come determina il movimento delle nubi, delle correnti termiche che guidano le stagioni oppure più semplicemente come promuove l’impollinazione dei fiori e delle piante. Sul piano fisiologico il vento controlla il movimento muscolare, dei fluidi corporei e dei pensieri, senza Vayu il cuore smetterebbe di battere. Spinta dal vento la nostra mente è alla ricerca continua di nuove esperienze stimolanti, addirittura è l’estro che spinto sempre più in alto si trasforma in genialità artistica. Emotivamente l’aria crea spazi entro cui muoversi e ricercare nuove ed emozionanti esperienze.
L’aria è percepibile solo attraverso la pelle che è di fatto il senso che controlla è il tatto. La sua proprietàa essicante fa si che in presenza deli gusto astringente o amaro nei cibi troviamo aria, non a caso i legumi creano fenomeni di meteorismo e flatulenza.

AKASHA
Lo Spazio è l’elemento più raffinato, esso non ha inizio e non ha fine. Alcuni studi quantici hanno rilevato che il 70% del volume molecolare è costituito da spazio, quindi esso sul versante fisiologico garantisce gli ambiti necessari affinchée gli organi crescano adeguatamente e i fluidi si muovano liberamente. Pensiamo al processo digestivo, lo stomaco senza spazio si blocca e crea indigestione, la reazione spontanea del corpo crea spazio attraverso il vomito. Nello spazio regna il silenzio e quindi i pensieri si acquietano e le emozioni senza il disturbo di ulteriori stimoli trovano la loro giusta collocazione
Nel vuoto dello spazio non c’è suono, e per questa sua caratteristica, l’etere è deputato a controllare il senso dell’udito. Negli alimenti rileviamo lo spazio quando sentiamo l’amaro. Come lo spazio èE’ un elemento che è al servizio degli altri elementi; il gusto amaro apre i canali e depura i tessuti affinchée siano pronti a ricevere i benefici portati da alimenti o medicinali caratterizzati da altri gusti.
Conoscere bene le caratteristiche dei Ppanchamahabuta ci aiuta non solo a stilare una diagnosi, ma anche a preparare una linea di cura, per scegliere cure,scegliendo medicinali e trattamenti adeguati necessari a ita capire cosa e come fortificare il corpo, la mente e l’anima.
Immaginiamo di voler curare un’ulcera intestinale, l’approccio ayurvedico cerca sin da subito di comprendere quali elementi presenti in questo momento all’interno dell’individuo sono in squilibrio e ipotizza che potrebbe trattare dobbiamo capire prima che si tratta di unof di uno squilibrio di Tejas, lo dice il calore e l’aciditàa ed il bruciore causato dal malore;, solo dopo questa valutazione si potremmodovrebbe scegliere una linea di cura con caratteristiche opposte a quelle che creano il disequilibrio, ovvero dieta alimentazione (ancora di più, stile di vita), e medicinali e trattamenti con caratteristiche opposte quindi riferibili agli ll’elementio terra, acqua o etere. Tradotto in modo più semplice per guarire l’ulcera scegliamoNello specifico in linea di massima prediligendo l’assunzione di cibi freschi con elevato contenuto di acqua e medicinali cicatrizzanti e rinfrescanti come la terra e sottoporsi a trattamenti pacificanti con manualitàa leggere come l’etere.

Anche l’atto fondamentale della procreazione fra una donna ed un uomo, esso non giunge a termine se i cinque elementi non sono presenti nella giusta dose:, infatti se la temperatura degli organi riproduttivi non è adegua (agnitejas), se non vi à la giusta velocita degli spermatozoi (vayu), e se essi non hanno la forza di terminare l’ovulazione (prithvi), se vi è scarsitàa di liquido seminale (jala) ed se infine gli spazi in cui fluisce lo sperma nei dotti o l’ovulo nelle tube è insufficienete (akashia), come abbiamo già detto, la procreazione non avviene.. Capire quale di questi elementi genera un problema riproduttivo ci indica la strada verso la cura e la guarigione.
Comprendere i cginque elementi ci permettera in seguito di conoscere approfonditamente la loro forma più evoluta, i DOSHA.

CQuindi capire gli elementi di base è fondamentale se presi singolarmente, ma in aAyurveda ogniuno di loro ha una forza potenziale che si moltiplica quando si combina con gli altri, e da questa combinazione nascono i DOSHA, i motori della vita.

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